Dove si trova la salita di Santa Marina a Valdichiesa? Il semplice motivo per cui affascina tutti gli escursionisti

Si trova sull’isola di Salina (Isole Eolie, Messina), lungo l’antica mulattiera che collega il centro di Santa Marina Salina alla borgata di Valdichiesa, presso il Santuario della Madonna del Terzito. È amata perché in meno di due ore porta dal mare ai boschi di quota con viste spettacolari sulle Eolie.
- Isola: Salina, arcipelago delle Eolie (Sicilia).
- Punto di partenza: Santa Marina Salina (circa 38.574 N, 14.874 E).
- Arrivo: Valdichiesa – Santuario del Terzito (circa 38.566 N, 14.853 E).
- Dislivello: +400/450 m fino a Valdichiesa.
- Tempo medio: 1h30’–2h (solo andata).
- Difficoltà: Escursionistico (E), fondo in parte basolato e pietra lavica.
- Perché piace: panorami continui, pietra antica, profumo di macchia, tappa culturale al Santuario.
Dove si trova e come si raggiunge
La salita si sviluppa sul versante orientale di Salina, dall’abitato costiero di Santa Marina verso l’interno, puntando al valico di Valdichiesa, nel cuore della Riserva naturale “Le Montagne delle Felci e dei Porri”.
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Cosa fare a Salina in famiglia? Attività coinvolgenti che piacciono anche ai più piccoli- In traghetto/aliscafi: arrivo al porto di Santa Marina Salina da Milazzo, Messina, Reggio Calabria (compagnie: aliscafi e ro-ro).
- A piedi dal porto: si risale il paese verso l’interno seguendo le indicazioni per Valdichiesa/Santuario del Terzito; i primi tratti sono su stradelle, poi mulattiera.
- In bus locale: linea interna dell’isola con fermata al Terzito (Valdichiesa) per l’eventuale rientro.
Dati tecnici dell’itinerario
| Tratto | Distanza | Dislivello + | Quota max | Tempo A/R | Difficoltà |
|---|---|---|---|---|---|
| Santa Marina → Valdichiesa | 5–6 km | 400–450 m | 400–430 m | 3–3h30’ | E |
| Estensione a Fossa delle Felci | +3–3,5 km | +500–550 m | 962 m | +3–3h30’ | E-EE |
Segnaletica: paline locali e segnavia bianco-rossi su tratti di mulattiera; attenzione agli incroci secondari.
Perché conquista gli escursionisti
- Dalla riva al crinale: in poco tempo si passa da vicoli mediterranei a sentieri tra felci e castagni.
- Panorami “a 360°”: Lipari e Panarea di fronte, Stromboli sullo sfondo, le coste di Salina sotto i piedi.
- Pietra e memoria: basolati e muretti a secco, testimonianza di antiche vie rurali (riconosciute dall’UNESCO come patrimonio immateriale).
- Tappa culturale: il Santuario del Terzito accoglie i viandanti al valico, tra devozione e leggenda.
Itinerario in 5 passaggi
- Dal porto al paese alto: attraversate la via principale di Santa Marina e puntate verso l’interno; seguite le frecce “Valdichiesa/Terzito”.
- Mulattiera del cappero: superate case e terrazzamenti di capperi e viti. Fondo pietroso, pendenze regolari.
- Poggio dei muretti: tratti ombreggiati fra ginestra, lentisco e corbezzolo; aperture panoramiche sul mare.
- Traverso verso il valico: la pendenza cala; compaiono le prime paline per “Madonna del Terzito”.
- Arrivo a Valdichiesa: sosta al Santuario, fontana (non sempre attiva), bar stagionali nelle vicinanze. Possibile rientro in bus o proseguimento verso Fossa delle Felci.
Cosa vedere lungo il percorso
Il Santuario della Madonna del Terzito
Cuore spirituale di Salina, è il punto d’incontro tra i tre comuni dell’isola. La tradizione racconta che le campane suonarono “per tre volte” indicando il luogo dove erigerlo: da qui il nome “Terzito”.
All’interno, icone marinare e ex voto degli isolani ricordano partenze e ritorni, tempeste e grazie ricevute: un frammento di memoria collettiva affacciato sui sentieri.
Natura e paesaggio
- Macchia mediterranea: ginestra, cisto, erica; in primavera fioriture profumate.
- Terrazzamenti: capperi e viti su suoli vulcanici, con visuali su Lipari e Panarea.
- Verso l’alto: salendo alla Fossa delle Felci, boschi più freschi e la celebre distesa di felci.
L’area ricade in siti della Rete Natura 2000, con habitat tutelati e specie migratorie di passaggio.
Consigli pratici e sicurezza
- Stagioni migliori: primavera e autunno. In estate, partite all’alba e rientrate nel tardo pomeriggio.
- Equipaggiamento: scarponcini, cappello, crema solare, bastoncini; 1,5–2 l d’acqua a testa.
- Orientamento: la traccia è chiara ma alcuni bivi secondari confondono; scaricate una mappa offline.
- Meteo e calura: il sole picchia, l’ombra è discontinua. Evitate le ore centrali.
- Rientro smart: valutate l’andata a piedi e il rientro in bus da Valdichiesa, specie con caldo intenso.
- Rispetto dei luoghi: non abbandonate rifiuti, restate sui sentieri, chiudete eventuali cancelli rurali.
Varianti e collegamenti ad altri sentieri
- Prosecuzione a Fossa delle Felci: dal Terzito seguite i cartelli per la vetta (circa 2–2h30’ in salita), per il punto più alto delle Eolie.
- Discesa su Malfa: dal valico si scende verso nord, tra terrazze e pergole, con vista su Salina nord.
- Anello delle due montagne: per camminatori esperti, collegamento ai crinali delle “Felci e dei Porri”, largo respiro paesaggistico.
Quando andare e dove fermarsi
- Fioriture: marzo-maggio regala colori e temperature ideali.
- Autunno dolce: ottobre-novembre, luci limpide e minor afflusso.
- Soste consigliate: bar e panifici a Santa Marina per rifornimenti; al Terzito talvolta chioschi stagionali. La fontana accanto al Santuario può non essere sempre attiva: non contateci.
Perché è una salita “semplice” da amare
Perché unisce in poco spazio il carattere delle Eolie: mare, pietra vulcanica, profumi di macchia, storia di devozione e sentieri vivi. È accessibile, leggibile, fotogenica. E regala, passo dopo passo, il piacere di guadagnarsi il panorama.
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