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Scoprire la dorsale di Salina a piedi: come evitare le deviazioni che confondono i visitatori

📅 18 Agosto 2026✍️ di Davide Serri⏱️ 4 min di lettura

Per evitare deviazioni sulla dorsale di Salina: scarica una traccia GPX affidabile, parti da Valdichiesa, segui solo i segnavia bianco-rossi di cresta e ignora le discese segnalate verso i borghi finché non raggiungi l’uscita pianificata. Regola d’oro: la dorsale mantiene la quota; se il sentiero cala deciso, stai sbagliando.

Traccia consigliata e direzione di marcia

Il percorso più chiaro inizia a Valdichiesa, nodo centrale fra i due coni vulcanici. Da qui si sale alla Fossa delle Felci, si torna alla sella e si prosegue lungo la cresta verso il Monte dei Porri, con uscita a Pollara o rientro a Valdichiesa. In alternativa, traversata in senso opposto: Pollara/Monte dei Porri — Valdichiesa — Fossa delle Felci.

Il filo di cresta alterna sottobosco di felci, basalto e aperture panoramiche su Malfa, Santa Marina e Leni. I cartelli della riserva e i segnavia bianco-rossi indicano la continuità del percorso. Sulla dorsale i cartelli nominano cime, sella o “riserva”; i cartelli con nomi di paesi conducono invece in valle.

I bivi che confondono: come riconoscerli

  • Discese verso i borghi: Malfa a nord, Leni e Rinella a sud-ovest, Santa Marina a est, Pollara a nord-ovest. Se leggi un toponimo abitato, è una via di rientro, non la dorsale.
  • Piste antincendio: seducono perché larghe e scorrevoli. La cresta, invece, talvolta stringe o serpeggia nel bosco. Segui i segnavia, non la sede stradale più comoda.
  • Ometti e tracce pastorali: non sono indicazione ufficiale. Soprattutto in zona Monte dei Porri, le tracce di capre portano a terrazze di pietra e si perdono.
  • Bretelle per belvederi: brevi deviazioni portano a spuntoni lavici. Belle, ma obbligano a tornare sui propri passi. Se la traccia non rientra evidente, hai lasciato la dorsale.

Metodo rapido per verificare: controlla l’altimetria sulla mappa offline. Se stai perdendo oltre 50–80 metri senza un motivo pianificato, hai imboccato una discesa laterale.

Tempi, difficoltà, stagioni

Lunghezza orientativa: 10–14 km a seconda di accessi e uscita. Dislivello cumulato: 700–900 m. Difficoltà: E (escursionistico) con tratti di fondo irregolare. Tempo medio: 4–6 ore soste escluse.

Migliori stagioni: primavera e autunno. In estate, partenza all’alba, cappello e 2–3 litri d’acqua a persona: lungo la cresta non ci sono fonti. Dopo pioggia, basalto e fogliame sono scivolosi. Con vento forte, prudenza sui tratti esposti.

Orientamento e sicurezza

  • Mappa offline + GPX: carica una traccia della dorsale fornita da enti locali o da sezioni del Club Alpino Italiano. Verifica coerenza tra mappa e segnavia prima di ogni bivio.
  • Batteria: smartphone in modalità aereo, power bank e cavo. Copertura mobile non garantita su tutta la cresta.
  • Segnaletica: cerca il bianco-rosso verniciato su pietre e tronchi e le tabelle in legno/lamiera della riserva. Evita percorsi non segnalati.
  • Meteo e vento: controllo il giorno precedente e la mattina della partenza. Sospendi in caso di foschia densa persistente.
  • Emergenze: comunica itinerario e orari a chi resta a terra. Numero unico 112.

La dorsale cade all’interno dell’area protetta “Le Montagne delle Felci e dei Porri”. Resta sui sentieri: proteggi felci, macchia e muretti a secco. Le Eolie sono sito UNESCO: il paesaggio è patrimonio, non una palestra senza regole.

Accessi e uscite: scegliere prima di partire

  • Valdichiesa: accesso centrale con navette e strade da Leni/Malfa. È l’opzione più razionale per impostare un anello o una traversata a due tappe (Fossa delle Felci e Monte dei Porri).
  • Pollara: ottima uscita panoramica dopo il Monte dei Porri. Dal belvedere si rientra in bus o taxi.
  • Santa Marina e Malfa: salite più lunghe; valutale per l’avvicinamento alla Fossa delle Felci se vuoi un grande traverso fino a Valdichiesa.

Pianifica in base agli orari dei bus. In bassa stagione le corse sono ridotte. In caso di dubbio, prenota un rientro con taxi locale.

Passaggi chiave lungo la dorsale

  • Fossa delle Felci: salita regolare nel bosco, fondo talvolta smosso. Panorama filtrato dalla vegetazione.
  • Sella di collegamento: snodo di cartelli; qui si sbaglia. Mantieni la direzione “cresta/riserva”, non quella con il nome del paese.
  • Monte dei Porri: terreno più aperto, pietroso. Con vento, passi decisi e bastoncini consigliati.

Equipaggiamento essenziale

  • Scarponcini con suola scolpita, bastoncini telescopici.
  • 3 strati leggeri, giacca antivento, cappello e crema solare.
  • Acqua 2–3 litri, snack salati, frutta secca.
  • Mappa offline, GPX, bussola, power bank, kit di primo soccorso minimale.

Dopo il sentiero: soste di carattere locale

A Pollara, limone granita e vista sul cratere aperto sul mare. A Malfa, capperi di Salina e insalate con pomodori a fiaschetto. A Leni o Rinella, Malvasia delle Lipari DOC da cantine familiari: calice misurato, solo dopo aver chiuso l’escursione.

Se rientri a Santa Marina, botteghe con ceramiche e legni marini: artigianato leggero, come nei vicoli toscani che conosco bene, ma con profumo di capperi e salsedine. È il modo più semplice per ancorare in memoria la linea pulita della dorsale.

Davide Serri

Fiorentino, ha trascorso due anni gestendo tour guidati tra botteghe artigiane dell’Oltrarno e villaggi collinari. Dopo aver vissuto un’estate in Garfagnana tra sagre e rievocazioni storiche, scrive articoli che intrecciano gastronomia, arti locali e itinerari insoliti in Toscana.