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Percorso ad anello tra Pollara e Malfa: la combinazione più amata dagli escursionisti esperti dell’isola

📅 26 Agosto 2026✍️ di Luca De Santis⏱️ 5 min di lettura

Cerchi un anello che ti metta alla prova senza rinunciare a mare, vigne e crinali vulcanici? Tra Pollara e Malfa trovi la linea che unisce fatica e bellezza. Lo dico da guida abituata a scegliere percorsi con criterio: se punti a un’uscita completa, qui hai dislivello vero, viste profonde e la sensazione di attraversare un’isola intera in un solo giorno.

Il problema: vuoi un percorso “forte” ma gestibile

Se sei abituato a salite lunghe, a fondo vulcanico e a tratti esposti al vento, questo anello soddisfa la tua fame di terreno tecnico. Devi però incastrare bene tempi, caldo e logistica. L’errore tipico? Partire tardi, lasciare l’acqua all’auto e ritrovarsi a gestire il sole sulla costa o la ghiaia instabile del Monte dei Porri con le gambe stanche.

Qui l’orientamento è intuitivo, ma non banale. La segnaletica è discontinua, le deviazioni secondarie verso terrazze e vigneti ingannano. È per questo che lo consiglio a chi sa leggere i segni del terreno e usa un buon GPS solo come rete di sicurezza.

I criteri di scelta: profilo tecnico e stagione

– Distanza: 13–15 km, in base alle varianti costiere.

– Dislivello positivo: 850–950 m. Salita continua fino ai fianchi del Monte dei Porri, poi lunghi traversi e discese su fondo cineritico.

– Tempo in movimento: 5 h 30’–6 h 30’. Con soste fotografiche e deviazioni panoramiche, metti in conto 7 ore.

– Difficoltà: E con brevi tratti EE su fondo instabile, specie in cresta e nelle discese con pietrisco vulcanico.

– Stagione: da ottobre a maggio è l’ideale. In estate puoi farlo solo con partenza all’alba, cappello, elettroliti e soste brevi all’ombra.

Itinerario, passo dopo passo

Partenza da Pollara (quota circa 50 m). Lascia l’auto vicino alla piazzetta e imbocca la mulattiera che risale i gradoni in pietra verso la dorsale occidentale. Il primo tratto è ripido ma regolare tra capperi, fichi d’India e muretti a secco.

Salita alla dorsale del Monte dei Porri (1 h 45’–2 h 15’). Il paesaggio si apre: a sinistra la scogliera a semicerchio di Pollara, a destra la saggina tra antiche terrazze. Il fondo alterna roccia e ceneri compatte. Qui senti spesso il vento; bastoncini consigliati.

Traverso di mezza costa e sella (30’–40’). Evita di puntare dritto in vetta se il vento è forte; resta sul sentiero più ampio che taglia il versante. Panorami su Filicudi e Alicudi nelle giornate terse.

Discesa verso Valdichiesa – Madonna del Terzito (40’–50’). Scendi su terreno vulcanico mobile: passi corti, peso centrale. Al Santuario trovi ombra e, quando attivo, un punto d’acqua. Qui decidi se accorciare su strada o proseguire “integrale”.

Tratto Valdichiesa–Malfa (50’–60’). Segui le mulattiere tra le vigne di Malvasia, con muretti a secco e pergole. Resisti alla tentazione di tagliare nelle proprietà private: resta sui passaggi segnati e sulle paline comunali.

Ingresso a Malfa e variante Punta Scario (15’–20’ extra). Se hai tempo, devia al belvedere di Punta Scario: piattaforma naturale con vista sulle Eolie, luce perfetta nel pomeriggio.

Ritorno costiero Malfa–Pollara (1 h 15’–1 h 45’). La linea più bella segue antiche mulattiere in quota, con rientro al Belvedere di Pollara. In alternativa, un tratto stradale riduce l’esposizione ma sacrifica paesaggio.

Perché in senso orario? Salita all’ombra del mattino, acqua a metà percorso, rientro con luce radente sulla costa, quando il traffico e il caldo calano.

Quando andare, vento e sicurezza

Il mare inganna: il sole picchia e i versanti sono nudi. Evita le ore centrali da maggio a settembre. Con vento teso da ovest le creste del Porri possono diventare scomode: in quel caso resta sui sentieri di mezza costa e taglia su Valdichiesa per rientrare a Malfa.

Prima di partire controlla i bollettini meteo e gli avvisi della Protezione civile. In caso di piogge recenti, le ceneri vulcaniche si compattano e le pietre diventano scivolose: allunga i tempi e proteggi le ginocchia con i bastoncini.

Attrezzatura minima e navigazione

– Scarpe da trail o scarponcini con suola scolpita.

– 2–3 litri d’acqua, sali minerali, copricapo, crema solare.

– Bastoncini telescopici per i tratti su ghiaia vulcanica.

– Mappa offline e traccia su GPS; non affidarti solo alla memoria.

– Piccolo kit riparazioni per muretti di pietra viva e rovi (cerotti, pinzetta).

Gli errori più comuni

– Partire tardi da Pollara: ti ritrovi a metà sul crinale nel caldo, con poca acqua.

– Sottovalutare l’instabilità del fondo: passi lunghi e tallonate portano a scivolate.

– Deviare verso la spiaggia di Pollara anche se il sentiero è chiuso per frane. Se trovi transenne, rispettale: in certi periodi l’accesso è interdetto.

– Entrare nei filari di Malvasia fuori sentiero: sono proprietà private, oltre che patrimonio agricolo.

– Affidarti solo allo smartphone senza batteria di riserva: qui la copertura balla.

Logistica, varianti e contesto culturale

Auto: parcheggia a Pollara in modo defilato. A fine giro non avrai bisogno di navette.

Mezzi pubblici: in stagione trovi bus locali tra Malfa e le frazioni; utili per accorciare in caso di necessità.

Varianti:

Soft: da Valdichiesa rientro diretto verso Malfa e chiusura su strada costiera (tagli 3–4 km).

Panoramica: cresta superiore del Porri solo con meteo stabile e vento debole; richiede passo sicuro.

Le Eolie sono sito riconosciuto da UNESCO per il valore vulcanologico: resta sui tracciati, non asportare pietre pomici, non calpestare le giovani colonizzazioni vegetali sui lapilli. La bellezza che cerchi è fragile.

Se fossi al posto tuo, ecco cosa farei

Partenza alle 7:00 da Pollara. Salita in ombra alla dorsale, traverso sotto cresta se c’è vento, sosta breve al Terzito per acqua e frutta secca. A Malfa mi concedo 20 minuti a Punta Scario e poi rientro su mulattiera costiera, bastoncini in mano per alleggerire le ginocchia. Al tracciato “integrale” non rinuncio: è la combinazione che ti restituisce l’isola intera, dal cratere di Pollara alle terrazze di Malvasia.

Checklist operativa finale

– Traccia caricata su dispositivo e mappa offline pronta.

– 2–3 litri d’acqua, sali, snack salati e zuccheri lenti.

– Partenza entro le 7:00 (6:00 in estate), cappello e crema solare.

– Bastoncini, kit primo soccorso, copertura antivento leggera.

– Verifica meteo e avvisi Protezione civile.

– Rispetto di proprietà private e dei tratti eventualmente chiusi per frane.

– Piano B: rientro da Valdichiesa o bus da Malfa se calo energetico o meteo peggiora.

– Rientro con luce: calcola 6–7 ore totali, inclusi scatti e pause.

Se segui questa scaletta, l’anello tra Pollara e Malfa smette di essere un’incognita e diventa il tuo percorso simbolo a Salina: tecnico quanto basta, spettacolare quando serve, essenziale per capire l’isola con le tue gambe.

Luca De Santis

Nato e cresciuto tra i borghi dell’Umbria, dai vent’anni si dedica a scoprire sentieri poco conosciuti e tradizioni enogastronomiche come guida turistica freelance. Ha trascorso un anno nelle Marche lavorando in una piccola locanda, esperienza che lo ha avvicinato alle storie degli artigiani locali.